Nominare il Colesterolo (… o come diceva la dolce Nunziatina “sette collane” amica della nonna, il “CULISTIROLO”) è un po’ come nominare un boss mafioso in mezzo alle strade del suo paese: tutti ti guardano come se avessi invocato il demonio!

In realtà il colesterolo è un lipide della famiglia degli steroidi, una molecola essenziale per la nostra sopravvivenza che, inserendosi fra gli strati fosfolipidici delle membrane cellulari, ne diminuisce la fluidità e ne aumenta la stabilità.

Senza entrare in uno specifico discorso MEDICO, invadendo un campo che ovviamente non è di mia competenza (queste cose è meglio specificarle… onde evitare guerre che nel web sono all’ordine del giorno), vorrei chiarire in modo elementare alcuni punti su cui c’è molta confusione.

IL NEMICO NON È IL COLESTEROLO assunto con la dieta, quanto la COLESTEROLEMIA e, soprattutto, L’INDICE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE.

Care NUNZIATINE d’Italia, un attimo di attenzione. Veniamo al punto.

Tutti abbiamo sentito parlare di CULISTIROLO (talvolta POLISTIROLO) “cattivo” e “buono”. Ma cosa sono?

Il Colesterolo “cattivo” altro non è che una lipoproteina plasmatica a bassa densità. Low Densiity Lipoprotein: il famoso colesterolo LDL. Queste lipoproteine hanno una funzione di trasporto importantissima ma, proprio a causa della loro struttura, tendono a depositarsi, sotto forma di cellule schiumose, nei vasi sanguigni formando le pericolose placche. Queste ultime sono alla base di numerose patologie cardiovascolari.

Il Colesterolo “buono” invece è lo spazzacamino dei nostri vasi sanguigni. Trattasi di lipoproteine molto piccole ma ad alta densità (High Density Lipoprotein – il supereroe noto come colesterolo HDL!). Proprio la struttura è il suo segreto. Attraversando i vasi ha un effetto “scrub” riuscendo a trasportare con sé, in condizioni fisiologiche, il colesterolo in eccesso riportandolo al fegato per esser nuovamente sintetizzato.

Ma, dunque, come si calcola il rischio cardiovascolare cui abbiamo accennato???

Anche in questo caso, non voglio entrare in ambito medico. I fattori da valutare sono tanti: età, sesso, fumo, dieta etc… È però molto importante chiarire che:

Ai fini del calcolo di rischio di sviluppare patologie cardiovascolari NON CONTA TANTO IL VALORE TOTALE DELLA COLESTEROLEMIA quanto L’INDICE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE che si calcola dividendo i valori di colesterolo totale per quelli del colesterolo HDL.

L’indice di rischio risulterà così:

molto basso – uomini 3,43 donne 3,27

medio – uomini 4,97  donne 4,44

moderato – uomini 9,55 donne 7,05

oltre… Lourdes.

Vi lascio con quesito un effetto thriller perfetto per questi giorni…

Mi cara Nunziatina sette collane, fra la Signora Cettina con questi valori:

colesterolo totale 190 – HDL 35

…e la Signora Maria con questi altri:

colesterolo totale 210 – HDL 65

… chi è più a rischio???

 

Riccardo. Il TUO Personal Trainer.

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2017-10-31T13:06:29+00:00