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prima guerra mondiale fronte greco

Atene è la capitale del regno. Mentre esaminiamo le rovine della città, abbiamo scoperto un certo numero di teschi e di ossa, carbonizzati e anneriti, insieme a resti di capelli e tessuti umani che pendevano da essi. Il 1º settembre, Mustafa Kemal lancia il suo famoso proclama ai soldati turchi: «Soldati, il vostro primo obiettivo è il Mediterraneo, avanti!». Tuttavia, gli ordini di Kemal sono largamente ignorati dall'esercito rivoluzionario e Nureddin Pascià, il comandante delle forze turche nel distretto di Smirne, impartisce ordini contrari a quelli del suo superiore. Dato che le divisioni francesi rimasero alle loro posizioni, rimasero anche quelle britanniche, con un'evidente antipatia reciproca. Il governo ordinò alle truppe nell'area (il IV Corpo Armato smobilitato) di non resistere e, nonostante qualche resistenza locale da parte di pochi ufficiali, la maggior parte del Corpo insieme al suo comandato fu costretto ad arrendersi ad una forza tedesca simbolica e fu internato per il resto della guerra a Görlitz. Cassaba (Turgutlu) era una città di 40.000 anime, fra cui 3.000 erano non-musulmane. Le posizioni greche più importanti cadono il 26 agosto e la base d'Afyon è presa il giorno seguente. In primis, la Grecia sostenne l'aiuto militare franco-inglese alla Serbia, quindi vi si oppose; alla fine, dopo le dimissioni di Venizelos, il governo fedele al re lo condannò, ma non si oppose mai alle armate dell'Intesa che si trovavano di stanza a Salonicco. Due anni dopo all'incirca la fine della Prima guerra mondiale, i rappresentanti dell'Impero ottomano sconfitto firmano, il 10 agosto 1920, il Trattato di Sèvres. Fu il più vasto fronte della prima guerra mondiale Obiettivi Impero ottomano. D'altronde, in una lettera al Re Costantino I di Grecia datata gennaio 1915, Venizelos rivelava già le sue speranze di conquista territoriale in Turchia dichiarando: «Ho l'impressione che le concessioni fatte alla Grecia in Asia Minore [...] saranno così ampie da valere un'altra Grecia, così vaste e non meno ricche [dell'attuale], e che si aggiungeranno alla Grecia, già raddoppiata, per l'essere uscita vittoriosa dalle Guerre balcaniche».[8]. L'accordo comincia a essere applicato il 15 ottobre 1922, un giorno dopo che i Greci hanno accettato di firmare gli accordi. Parte del motivo del ritardo è da ricercare nelle diverse e contrastate opinioni sulla guerra che vi erano in Grecia. Quest'ultimo non si rivela tanto importante come promesso, ma è tuttavia sufficiente per controbilanciare le deficienze di forniture di armi. Le cause della prima guerra mondiale furono molteplici e di diversa natura La competizione fra le grandi potenze La Germania si stava imponendo come la principale forza economica e la Francia era preoccupata da ciò. Il 3 novembre l'Austria-Ungheria si arrendeva sul fronte italiano. Il conflitto può essere grossolanamente diviso in tre fasi: Il 15 maggio 1919, 20.000 soldati greci sbarcano a Smirne (İzmir)[12] (4º e 5º reggimento di fanteria e I/38º reggimento di Euzoni[13]) e prendono il controllo della città e dei suoi dintorni grazie all'appoggio delle truppe da sbarco greche, francesi e britanniche. Alla conferenza di pace di Parigi del 1919, il capo del governo greco, Eleutherios Venizelos, fa dunque pressione sugli Alleati per attuare il suo sogno di una "Grande Grecia" (la Megali Idea), che comprenderebbe l'Epiro settentrionale, la totalità della Tracia e l'Asia minore, in qualche modo andando a ricreare il "nocciolo duro" dell'antico Impero bizantino. M. Gehri, rappresentante della Croce Rossa Internazionale, che accompagna la Commissione inter-alleata, scrive per suo conto: «L'esercito d'occupazione greco è stato impiegato nello sterminio della popolazione musulmana della penisola di Yalova-Gemlik. L'impero austro-ungarico aveva attaccato la Serbia nell'agosto del 1914, ma non era riuscita a sconfiggere la resistenza serba. Il fronte macedone rimase abbastanza stabile, nonostante alcune azioni locali, fino alla grande offensiva dell'Intesa nel settembre del 1918, cui seguì la capitolazione della Bulgaria e la liberazione della Serbia. Nonostante questo risultato favorevole, il nuovo primo ministro francese Georges Clemenceau richiamò il generale Sarrail nel novembre per sostituirlo con il più diplomatico generale Adolphe Guillaumat. Toynbee afferma infine di essere stato testimone di razzie organizzate da civili greci e di incendi volontari appiccati da soldati ellenici in uniforme.[44]. Importanti massacri di Greci si producono nella regione del Ponto e costoro sono riconosciuti in Grecia e a Cipro come atti di genocidio. I soccorsi statunitensi sono ugualmente trattati con grande mancanza di rispetto, e ciò anche quando si lavora per prestare aiuto ai civili musulmani. Nello stesso tempo, i Greci irrobustiscono le loro posizioni difensive, ma il morale delle truppe è afflitto dalla mancanza d'azione e dal prolungamento della guerra. Nello stesso periodo gli italiani avevano sbarcato più forze in Albania e queste nuove truppe riuscirono a spingere i corpi armati austriaci indietro fino alle colline a sud del lago d'Ostrovo. La maggioranza dei Greci ortodossi sono allora insediati in Attica e in Macedonia. Nel 1919, le forze greche ricevono l'autorizzazione dell'Intesa a sbarcare nella città di Smirne (Izmir), in Anatolia. Nei suoi discorsi pubblici, il leader turco difende così l'idea di un'Anatolia costruita, «come una sorta di fortezza eretta contro tutte le aggressioni verso Oriente.». Gli Italiani sono furiosi per aver perso il loro mandato sulla regione di Smirne a profitto del regno greco e utilizzano la loro base di Antalya (all'epoca chiamata Adalia) per armare e addestrare le truppe di Mustafa Kemal contro i Greci. La Prima Guerra Mondiale fu il primo grande conflitto internazionale del Ventesimo secolo. Questo piano è attuato da bande armate greche e armene, che sembrano operare su istruzione dei Greci e talvolta con la stessa assistenza di distaccamenti di truppe regolari greche». Gli eserciti turchi hanno largamente realizzato i loro obiettivi bruciando e distruggendo le dimore e i beni dei Greci[63]», «il Trattato di Losanna ha completato il trasferimento forzato dei Greci [di Turchia][64]», «le rivendicazioni greche erano, al meglio, discutibili, [vi era] forse una piccola maggioranza, o più probabilmente un'importante minoranza [ellenica] nel vilayet di Smirne ma l'Anatolia era a maggioranza schiacciante turca.», «Molti [musulmani] cadono sotto i colpi delle baionette. Anche se le forze dell'Intesa avevano discusso della necessità di mandare seri rinforzi militari alla Serbia, non fu inviato niente, prima che fosse troppo tardi. Un parlamento locale deve esservi eletto ed è solo dopo cinque anni di un simile regime che un referendum deve essere organizzato sotto l'egida della Società delle Nazioni al fine di consultare la popolazione sul suo desiderio d'integrarsi o meno alla Grecia. Dall'espansione tedesca causa di instabilità mondiale alla fine della guerra. Un terzo di Ushak non esisteva più. Questa strategia poteva certo sembrare ragionevole in quell'epoca, ma si rivela alla fin fine un grave errore di calcolo. Nonostante questi sforzi, l'esercito serbo era aumentato di soli 30.000 uomini dall'inizio della guerra (quando erano 225.000) e non era ancora ben equipaggiato. L'Armistizio di Mudanya è raggiunto l'11 ottobre 1922. Il nuovo governo dichiarò immediatamente guerra agli imperi centrali e cominciò a creare un nuovo esercito. Tuttavia essi fronteggiano una resistenza elastica, dal momento che le truppe turche, coscienti delle loro debolezze, preferiscono sfuggire il combattimento e battere in ritirata in modo disciplinato per evitare l'accerchiamento. A contrastarlo, la delegazione italiana, stupefatta che i suoi «interessi in Vicino Oriente» non siano più ormai riconosciuti dalle altre grandi Potenze, e ciò in violazione degli Accordi di San Giovanni di Moriana, la quale decide di abbandonare il tavolo dei negoziati. Il fronte italiano (in tedesco Italienfront o Gebirgskrieg, "guerra di montagna") comprende l'insieme delle operazioni belliche combattute tra il Regno d'Italia e i suoi Alleati contro le armate di Austria-Ungheria e Germania nel settore delimitato dal confine con la Svizzera e dalle rive settentrionali del Golfo di Venezia parte dei più ampi eventi della prima guerra mondiale. Il comando bulgaro ordinò la ritirata. Combattimenti hanno luogo anche in Tracia. L'esercito inglese si avvicinò a Costantinopoli e, privo di una seria forza militare a difesa per fermarlo, il governo ottomano chiese un armistizio (armistizio di Mudros) il 26 ottobre (Enver Pascià ed i suoi sostenitori erano appena fuggiti a Berlino qualche giorno prima). 20 4.2.5 La prima fase della guerra 21 4.2.6 Dalla ritirata del 1917 alla conclusione di Vittorio Veneto 22 4.3 Il Reggimento dal 1918 al 1940. Le ragioni di questo abbandono sono complesse. Tuttavia, il significato politico di questo scontro non deve essere sottostimato, nella misura in cui esso copre di gloria i rivoluzionari turchi. Le atrocità che noi abbiamo osservato o dei quali abbiamo osservato prove materiali, sono l'opera di bande irregolari di civili armati (četi) e di unità organizzate dell'esercito regolare... Anziché essere disarmate e disciolte, queste bande sono state assistite nelle loro attività e hanno lavorato, mano nella mano, con unità organizzate dell'esercito regolare», Arnold J. Toynbee scrive di aver ottenuto prove convincenti che simili atrocità sono state commesse nel resto delle regioni occupate dai Greci dopo il giugno 1921. Durante le ultime settimane di guerra, le popolazioni civili greca e armena d'Asia Minore affluiscono verso Smirne a un ritmo di più di 20.000 persone giornaliere, al fine di sfuggire alle persecuzioni turche. I Greci, il cui morale vacillante è rinvigorito dalla vittoria, sono ormai alle porte di Ankara. Le truppe turche avrebbero fatto 6.500 morti nella popolazione civile. L'esercito austro-ungarico attaccò il Montenegro, alleato della Serbia. Secondo la regina Sofia, suo marito è, all'epoca, «interamente pervaso dallo spettro di Bisanzio» e «sogna di marciare sulla grande città di Santa Sofia alla testa dell'esercito greco». Con la resa del Regno di Bulgaria, l'Impero ottomano si trovò isolato dagli Imperi Centrali e fu costretto a chiedere la resa poco tempo più tardi. Il 27 maggio 1920, la Divisione «Serres» rileva le truppe francesi che stazionavano a Komotini mentre la Divisione «Xanthe» del 15º Reggimento di Fanteria fa lo stesso, sbarcando ad Alessandropoli. Il 10 novembre, l'esercito di d'Esperey oltrepassò il Danubio e minacciava di entrare nel cuore dell'Ungheria. Da questo momento in avanti la Grecia aveva due governi, quello ufficiale, leale al re ad Atene, che manteneva la propria neutralità di fronte ad una crescente pressione da parte dell'Intesa, e quello "rivoluzionario" venizelista a Salonicco, che entrò immediatamente in guerra a fianco dell'Intesa. Anche se il governo greco accolse la richiesta, questa azione spinse ulteriormente la Grecia verso gli imperi centrali. La Grecia è allora tagliata in tre parti dal "Grande Scisma"» (o Ethnikos Dikhasmos): a sud, la zona dipendente dal governo reale, con capitale Atene; a nord (in Tessaglia e in Epiro), quella del governo provvisorio, con capitale Salonicco; e fra le due, una zona neutra controllata dalle forze alleate per evitare la guerra civile che incombe, come mostrato dagli avvenimenti del dicembre 1916. In questo periodo di dramma e confusione, una gran parte della città di Smirne è devastata da un incendio e le proprietà cristiane sono saccheggiate. Ma la situazione morale era completamente differente. In un primo tempo, Costantino fa d'altronde una timida promessa di raggiungere i nemici della Triplice e segue il proprio Primo Ministro Eleutherios Venizelos, che spera di discutere con gli Alleati le condizioni offerte alla Grecia in cambio della sua partecipazione al conflitto a loro fianco. La commissione interalleata della Penisola di Yalova-Gemlik scrive ugualmente il 23 maggio 1921, a proposito dell'occupazione greca dell'Anatolia occidentale: «Un metodo differente e regolare sembra essere stato seguito nella distruzione dei villaggi, gruppo dopo gruppo, durante i due ultimi mesi; distruzioni che hanno lambito lo stesso Quartier Generale greco. Il terreno era accidentato ed i bulgari si trovavano sulla difensiva, ma i serbi guadagnarono notevoli posizioni. La flotta greca abbandona infine l'antica capitale bizantina e i Britannici decidono di forzare i Greci a ritirarsi al di là del fiume Maritsa, in Tracia. Mette in piedi un esercito greco che possa affiancarsi agli Alleati e dichiara guerra alla Bulgaria l'11 novembre. www.treccani.it e www.silab.it ). Dal 27 giugno al 20 luglio 1921 si tenne la battaglia di Afyonkarahisar-Eskişehir, in cui l'esercito greco, considerevolmente rinforzato, ebbe nettamente la meglio sulle truppe turche comandate da İsmet Pascià. Ad Alaşehir, pompe manuali sono state utilizzate per intridere i muri dei fabbricati con il cherosene. E’ stato il primo Conflitto di dimensioni intercontinentali, combattuto dal 1914 al 1918. Il Primo Ministro e i suoi sostenitori appaiono, a quest'epoca, come i responsabili d'una guerra greco-turca che non conduce ad alcunché. Ad ogni modo l'armata franco-serba avanzò vigorosamente. L'esercito ellenico riprende nonostante tutto la sua campagna all'inizio dell'anno 1921 e affronta truppe turche sempre meglio addestrate ed equipaggiate. Importanti popolazioni greche sono obbligate a lasciare le loro terre ancestrali di Ionia, del Ponto e di Tracia orientale fra il 1914 e il 1922. Con l'aiuto attivo dell'autorità dell'Intesa, costoro organizzarono un colpo di mano che assicurò Salonicco e la maggior parte della Macedonia greca a Venizelos. L'offensiva greca contro i Turchi (ottobre 1920-agosto 1921); La contro-offensiva turca e la riconquista dei territori occupati dalla Grecia (agosto 1921-agosto 1922). [16] Quale che sia il loro numero reale, i cristiani accolgono le truppe greche come liberatrici, mentre la popolazione turca vede in esse degli invasori. Essa è legata alla volontà di restituire Costantinopoli alla Cristianità e di ridare vita all'Impero bizantino, caduto nel 1453. Il cherosene e la benzina sono stati liberamente impiegati per rendere la distruzione maggiormente sicura, rapida e completa. Nell'ottobre 1920, l'esercito greco avanza ancor più lontano in Anatolia occidentale, e ciò con l'appoggio del Primo Ministro britannico David Lloyd George, che cerca così di accrescere le pressioni sul governo ottomano per obbligarlo a ratificare il Trattato di Sèvres. Secondo lo storico Norman Naimark, «I Turchi hanno approfittato della loro avanzata verso l'Egeo per svuotare l'Anatolia occidentale dai suoi abitanti greci. Si tratta di un confronto minore, che coinvolge una sola Divisione greca. Un altro fattore importante contribuì alla richiesta di un armistizio da parte bulgara. Una lunga linea di morti e di feriti viene osservata lungo il fronte che dà sul mare.[19]. I CIMELI DAL FRONTE E DALLA TRINCEA, GLI OGGETTI CHE PARLANO DELLA GRANDE GUERRA. INIZIA LA PRIMA GUERRA MONDIALE (1) I'ltalia magg10 1915 dichiara guerra all' Austria Fronte turco Francesi e Inglesi per decisione del governo a cui il re ha dato pieni poteri contro la volontà popolare in cambio di contropart te territoriali Oceano Atlantico e Mare dl Nord i Tedeschi con i sommergibili affondano navl Inglesi e amerlcane Desiderosi di restaurare la pace, gli elettori ellenici votano infine per il cambiamento e i venizelisti guadagnano solo 118 seggi parlamentari su un totale di 369. Il contesto geopolitico della guerra greco-turca del 1919-1922 è legato alla divisione dell'Impero ottomano da parte dei governi alleati dopo la prima guerra mondiale; spartizione che è essa stessa una diretta conseguenza dell'intervento degli Ottomani a fianco della Triplice Alleanza durante il conflitto. Per contro, le truppe turche ricevono un'assistenza significativa dalla Russia sovietica,[27] che è in fase di crescita dopo che la Guerra Civile contro le forze anticomuniste sta volgendo a suo favore. La prima linea era sul Passo del Tonale, territorio metà bresciano e metà trentino. [32] Durante il confronto, i generali greci Tricoupis e Dionis sono del pari fatti prigionieri. [61] Così, il 25 febbraio 1922, 24 villaggi greci del Ponto sono rasi al suolo da incendi. I contrasti tra Regno d'Italia e Regno di Grecia erano di vecchia data. Così, nel 2002, George E. Pataki, il governatore di origine greca di New York, Stato americano dove non a caso risiede un'importante comunità d'origine greca, dichiara che le popolazioni elleniche d'Asia Minore hanno subìto crudeltà indescrivibili da parte del governo turco.[62]. Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube. Dopo aver letto il libro Diario di guerra.Fronte greco-albanese 1941-42 di Vito Mantia ti invitiamo a lasciarci una Recensione qui sotto: sarà utile agli utenti che non abbiano ancora letto questo libro e che vogliano avere delle opinioni altrui. Il ritorno di Costantino e dei suoi sostenitori al potere ha anche conseguenze gravi oltre che a livello diplomatico. Nell'ottobre 1920, il giovane re Alessandro I di Grecia è morso da una scimmia nei giardini del palazzo reale e muore, poco dopo, di setticemia. I Greci avanzano in territorio turco senza chiari obiettivi strategici e i mesi passano in battaglie e lunghe marce. Le condizioni meteorologiche erano terribili, le strade in pessime condizioni e l'esercito doveva anche aiutare le decine di migliaia di civili che scappavano insieme a loro. Con un'ulteriore pressione diplomatica si arrivò all'esilio del re greco il 14 giugno e la riunificazione del paese sotto il controllo del primo ministro Venizelos, aiutato dalle baionette dell'Intesa. I rivoluzionari turchi lanciano infine il loro contrattacco, conosciuto oggi sotto il nome di «Grande offensiva» (in turco: Buyuk Taaruz), il 26 agosto 1922. [28] Il 7 ottobre 1921, un accordo concluso fra Kémal e Parigi mette fine alla presenza militare francese in Cilicia. Nonostante tutto, le concessioni fatte ad Atene non soddisfanno totalmente il governo greco: innanzi tutto perché Costantinopoli resta fuori dalla sua sfera d'influenza e poi perché Smirne e la sua regione non sono completamente integrate al Regno di Grecia. Una spiegazione più plausibile è che dopo quattro anni di combattimenti cruenti, nessuna potenza europea abbia più la volontà d'impegnarsi in confronti supplementari per fare applicare il Trattato di Sèvres. Ad ogni modo i bulgari avevano aumentato anche loro le dimensioni del proprio esercito nel 1917, e le due parti si equivalevano per numero di soldati (291 battaglioni dell'Intesa contro 300 battaglioni bulgari insieme a 10 battaglioni tedeschi). Esse si concludono nell'estate del 1920, con l'assunzione di controllo da parte della Grecia di tutto l'occidente e della maggior parte del nord-ovest dell'Asia Minore. In questo modo le divisioni francesi avanzarono da sole lungo il fiume Vardar. Il giorno seguente i francesi ed i serbi attaccarono e catturarono gli obiettivi prefissati. Poco tempo dopo, il 9 ottobre 1916, l'uomo politico raggiunge Salonicco ed entra nel "Comitato di Difesa nazionale", trasformato in «Governo di Difesa nazionale". La resa senza opposizione dei territori recentemente acquisiti ai tanto odiati bulgari fu vista da molti ufficiali venizelisti come la goccia che fece traboccare il vaso. [33] Ironicamente, il gen. Tricoupis apprende poco tempo dopo e dallo stesso Kemal che è stato nominato comandante-in-capo al posto del gen. Hajianestis. Le forze armate dell'Intesa erano ora molto grandi. Le perdite di questa campagna furono almeno di 50.000 uomini da parte dell'Intesa e si presume almeno 60.000 bulgari e tedeschi uccisi o catturati[1]. In marzo, gli Alleati propongono un armistizio ai due belligeranti, ma Mustafa Kemal, capendo che gode ormai d'un preciso vantaggio strategico, rifiuta ogni accordo fintanto che i Greci siano ancora presenti in Asia Minore e intensifica i suoi sforzi per riorganizzare le forze armate turche prima dell'offensiva finale. La ferrovia da Berlino a Costantinopoli era finalmente aperta e, come risultato, la Germania poteva sostenere il suo debole partner, l'impero ottomano. Dal primo giorno dell'occupazione, fra i 300 e i 400 Turchi e un centinaio di Greci sono uccisi. Persuasi di conservare ancora il vantaggio strategico e di poter negoziare una pace più favorevole, i Greci lanciano un secondo attacco il 27 marzo: è la seconda battaglia di İnönü. Il giorno dopo alcune unità bulgare si arresero senza combattere. Il massacro degli Armeni è senza dubbio il più noto di questi tragici avvenimenti ma i Greci del Ponto e dell'Anatolia orientale hanno ugualmente dovuto soffrire del genocidio[7]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 giu 2020 alle 22:42. L'attaccò ebbe un successo iniziale dovuto all'effetto sorpresa, ma le forze serbe guadagnarono una linea difensiva dopo due settimane. Avendo fermato l'offensiva bulgara, l'esercito serbo organizzò un contrattacco il 12 settembre. All'origine, i rivoluzionari turchi beneficiano del solo aiuto sovietico, e questo in cambio della cessione della regione di Batum. I bulgari non avevano più intenzione di combattere per una causa persa.

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2020-12-17T06:48:52+00:00